Caso Assange – La Svezia procede coi piedi di piombo

A quanto pare la magistratura svedese non vuole diventare il cieco agente vicario degli Stati Uniti, che vuole fare un esempio del “whistleblower” Julian Assange. L'Europa deve finalmente iniziare a proteggere veramente chi denuncia i casi di irregolarità.

Julian Assange non deve finire in una prigione. Foto: Om777om / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 4.0int

(Luciano Murgia / KL) – Cosa succederà ora con Julian Assange? Il fondatore di Wikileaks attualmente in carcere nel Regno Unito per aver violato la legge britannica ex-esiliato presso l’Ambasciata dell’Ecuador, è ancora accusato di “stupro” in Svezia, anche se ciò che si presume sia accaduto nel 2010 è più che dubbio. Gli Stati Uniti stanno insistendo con la Svezia nel richiedere l’estradizione, in quanto ritengono che sia più facile farsi consegnare Assange dagli svedesi. Ma, per il momento, nulla di tutto ciò è stato fatto: un tribunale svedese ha respinto la richiesta di estradizione del procuratore Eva–Marie Persson, affermando che l’indagine in corso da nove anni non richiede che Assange stia in carcere in Svezia.

Il 2018 è stato l’anno in cui si è discusso dell’importante tema della protezione e difesa dei “whistleblowers” (termine inglese che non ha una perfetta traduzione in italiano ma che significa chi denuncia atti di corruzione, red.) in molti paesi ed anche a livello di Unione europea, dove sono state adottate misure per garantire la protezione di queste persone; ma nel caso Assange, dove tale protezione sarebbe più che appropriata, tutti i meccanismi per proteggere il fondatore di Wikileaks sono falliti.

Ovviamente, nessuno può valutare dall’esterno ciò che è realmente accaduto nel 2010. Tuttavia, è difficile immaginare come l’esile Assange abbia stuprato contemporaneamente due svedesi, senza minacce e senza armi. Allo stesso tempo, sappiamo che gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile, ma proprio tutto il possibile per averlo tra le mani per condannarlo a 15 ergastoli cosicché funga da monito a tutti quelli come lui. È compito dell’Unione europea impedire che ciò accada. È semplicemente stupido che Assange sia in prigione, in un paese i cui giorni di adesione all’Unione europea sono contati, e che si stia cercando con ogni mezzo di farsi beffe del suo ultimo alleato, gli Stati Uniti. Assange sarà il domani dei britannici in cambio di un nuovo accordo di libero scambio tra Regno Unito e Stati Uniti?

Perché l’Unione europea non ha nemmeno il coraggio di mettere Assange sotto la tutela delle istituzioni europee? – Perché non si dà asilo europeo a Assange? Perchè non esiste una posizione giuridica? In tal caso si dovrebbe istituire quanto prima un asilo europeo di questo tipo.

Siamo chiari: Julian Assange è in prigione per aver sfidato gli Stati Uniti e le loro oscure macchinazioni. Grazie ad Assange e Wikileaks, il mondo ha imparato molto sul modo in cui gli Stati Uniti agiscono nella politica mondiale, sui retroscena della guerra, sull’intreccio di interessi politici ed economici. Il mondo è in debito con Assange, che è in carcere e che quindi è un prigioniero politico. Questa è un’accusa all’UE che accetta ancora prigionieri politici nei cosiddetti Stati costituzionali e che deve smettere di ballare al fischio americano.

È comprensibile che la Svezia non desideri il ruolo di “esecutore”. Tuttavia, non è neppure una soluzione giocare a tempo pieno e sperare che per Assange si risolvano definitivamente le accuse in un carcere della Gran Bretagna.

In nove anni non è stata fornita alcuna prova concreta di questo presunto stupro, ed è difficile credere che, dopo nove anni, questo caso possa fornire nuove prove. Julian Assange non deve finire nelle mani degli Stati Uniti e il suo posto non è in una prigione britannica. E se, per una volta, l’Unione europea facesse la cosa giusta e difendesse Julian Assange?

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