Commissione europea – c’è qualcosa che non va tra Parigi e Berlino

Se la composizione della nuova Commissione europea voluta da Ursula von der Leyen riflette alcune ambizioni, è incomprensibile che nessuno degli 8 posti di vicepresidente sia stato assegnato alla Francia.

Motore europeo? Foto: PFAJ-Praktikant / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 4.0int

(Luciano Murgia / KL) – La composizione della nuova Commissione europea, che il Presidente Ursula von der Leyen ha presentato martedì a Bruxelles (e che deve essere approvata dal Parlamento europeo), mostra un’ambizione politica piuttosto elevata. Dimostra inoltre che il Presidente ha riflettuto a lungo sulla struttura di questa nuova commissione. Ma se si capiscono alcune nomine, come quella dell’irlandese Phil Hogan al “Commerce” dove gestirà le nuove relazioni commerciali tra la Gran Bretagna post-Brexit e l’UE, è difficile capire perché tra gli 8 vicepresidenti (3 “Executive Vice Presidents” e 5 “Vice Presidenti”), non ci sia un Commissario francese. Un messaggio inviato da Berlino a Parigi?

Naturalmente, il portafoglio attribuito alla francese Sylvie Goulard, scelta che è contestata soprattutto dall’opposizione francese, è importante – sarà responsabile del “mercato interno” che, a sua volta, rischia di subire grandi sconvolgimenti a seguito del “Brexit” che sta prendendo sempre più forma. Ma perchè la Francia non ha ottenuto un posto come vice presidente ?

Nell’ultima Commissione, il tedesco Günter Oettinger ha avuto un posto “meno importante” nella Commissione, quello di “Commissario per l’economia digitale”, senza essere nemmeno vicepresidente. Tuttavia, poiché quasi il 70 per cento delle Direzioni generali molto importanti è già diretto da alti funzionari tedeschi, non c’era motivo di preoccuparsi della rappresentanza tedesca nella Commissione europea. Ma rifiutando alla Francia una vicepresidenza per il prossimo mandato, la Germania sta inviando un segnale forte a Parigi – l’asse franco-tedesco, questo famoso “motore europeo”, sembra essersi bloccato.

È chiaro che l’atmosfera tra Francia e Germania, al più alto livello politico, è tesa. Angela Merkel è stata relegata da Emmanuel Macron in secondo piano al vertice del G7 di Biarritz, e perfino prima, la comunicazione tra Parigi e Berlino sembrava già essere stata interrotta. Si ricorda che la risposta alle “10 proposte per l’Europa” che il presidente francese aveva pubblicato nei più grandi quotidiani tedeschi non è arrivata da Angela Merkel, ma dal suo delfino Annegret Kramp-Karrenbauer: un passo falso diplomatico, e da allora, queste “10 proposte” non sono più incluse nel calendario franco-tedesco.

Da diversi mesi ormai si sente parlare della “ripresa europea” e dell’importanza del “motore franco-tedesco” nella ricostruzione dell’Europa istituzionale. L’assenza di una vicepresidenza francese in seno alla Commissione europea è tutt’altro che un segnale incoraggiante.

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