… E i muri sono in rovina, alleluia!

Emozionante e utile discussione ieri pomeriggio a Strasburgo. Si è parlato della povertà dei politici, della demagogia televisiva e dei muri da abbattere.

Que bello capitalismo.... Foto: Frank Vincentz / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 3.0

(Luciano Murgia / MC) – Il muro peggiore è senza dubbio quello che separa l’accademico e lo scienziato dal politico – in particolare in Francia. Ciò solleva una questione che deve essere risolta con urgenza: come restituire alla politica una reale efficienza e credibilità sociale che ha perso a causa del cieco liberalismo e/o della demagogia populista?

Sulla piattaforma CMD, i tre interlocutori presentano molto bene il problema arricchendolo: uno, Xavier Ragot, è economista, l’altro, Agathe Cagé, ha un dottorato in scienze politiche ed è laureato presso l’ENS e l’ENA. L’ex ministro dell’Istruzione, non il peggiore, Naja Vallaud-Belkacem, modera l’incontro. Ha appena pubblicato i loro eccellenti libri nella sua nuova collezione Fayard, che si chiama Raison de plus. Da quei libri che danno speranza e indicano che non tutto è perduto, è possibile identificare i mali con le parole e costruire una politica sociale utile e progressista (l’avevamo dimenticato?).

Ciò implica, si legge in primo luogo, che i progetti sociali hanno piena importanza, aprendo molto più di quanto facciamo ora le possibilità nel campo sociale – e quindi, invertendo le pretese degli economisti alla completezza e all’autorità. (Ragot, ricordiamolo, è un economista; un economista rilevante e critico…).

Un esempio lampante: Il desiderio di unità dell’Europa ha dato origine alla zona euro e, in breve, l’ispirazione iniziale è stata in gran parte dimenticata – e poi la crisi del 2008, iniziata negli Stati Uniti, che però è stata molto più grave in Europa, soprattutto a causa dell’esistenza di questa zona euro, che forse ha creato più problemi di quanti ne possa risolvere. Anche i rimedi applicati sono stati il salasso dell’economia liberale ortodossa; e mentre in Europa esplode la disoccupazione, Trump e gli Stati Uniti aumentano il debito: un keynesism reazionario, insomma….. Nel suo ultimo libro Ragot parla di “civilizzare il capitalismo”; In termini concreti, offre principalmente l’assicurazione europea contro la disoccupazione. Il suo lavoro: Civilizzare il capitalismo, Fayard, 2019).

A che punto siamo, in pratica? I partecipanti al dibattito concordano sul fatto che dobbiamo aprire l’orizzonte delle politiche possibili e non prendere in alcun modo la parola neoliberale per il Vangelo. E per aprire le possibilità in modo efficace, abbiamo bisogno di “qualcuno che possiamo sentire” di nuovo: Cioè qualcuno che, come scienziato e/o esperto, ha l’autorità scientifica sufficiente per avviare una pratica innovativa ed efficiente. In questo senso, Xavier Ragot offre un’assicurazione europea contro la disoccupazione. Un’idea condivisa da un numero significativo di leader europei. Un’idea interessante, no?

Agathe Cagé non può che concordare con questa diagnosi. La sua eccellente Faire tomber les murs (Fayard, 2019) attacca con dinamite le mura costruite nel corso dei decenni tra chi, mutatis mutandi, gestisce la conoscenza e il discorso razionale e chi ne sfrutta l’uso in campo politico e mediatico. Il percorso storico della figura intellettuale che Agathe Cagé ripercorre molto rapidamente è molto significativo: perdere il controllo sull’universalità, come sostenuto da Michel Foucault negli anni ’80, segna una frammentazione del significato che porta a trascurare il contributo di esperti e scienziati.

Tuttavia, ogni speranza non è perduta: l’autore fornisce gli esempi di Patrick Weil (politiche migratorie e scolastiche) e Axel Kahn (fine vita): sono stati in grado di imporre riforme grazie ai loro investimenti in campo politico (e civile). Sì, gli scienziati possono – attraverso la fermezza, la fede nella necessità della loro azione e l’ostinazione – imporre riforme che sanno essere utili.

L’intellettuale “universalista” deve recuperare la testa del confronto, dicono i tre partecipanti a questo incontro, e abbattere la “cultura delle divisioni, secondo L’espressione di Agathe Cagé : cioè le divisioni sempre più drastiche tra le discipline e i pezzi della scacchiera intellettuale: politico, sociologo, economista, sindacalista,…

Resta da definire il concetto di quale sarà l’intellettuale efficiente domani: esperto, intellettuale, “attore ibrido”, secondo L’espressione di Agathe Cagé, misto di queste e altre figure ?

Nota: nella stessa raccolta (Raison de plus) delle opere dei 2 autori citati, un altro libro eccezionale, da leggere assolutamente: il fascino dell’orco o come allentare la morsa della finanza, di Laurence Scialom, 2019).

Kommentar hinterlassen

E-Mail Adresse wird nicht veröffentlicht.

*



Copyright © Eurojournaliste