Edizione speciale Italia – Francia (2)

La Gran Bretagna si allontana dall'Europa. C'era da aspettarselo: Londra ha arrestato il whistleblower Julian Assange, approfittando del cambiamento di atteggiamento dell'Ecuador, che ha ceduto come la Gran Bretagna sotto pressione americana.

Julian Assange superstar? Foto: Herder3 / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 3.0

(Kai Littmann / Luciano Murgia) – No, la Gran Bretagna non farà più parte dell’Unione europea. E ad un certo punto dobbiamo renderci conto che non condividiamo gli stessi valori degli inglesi, il cui comportamento antieuropeo sta diventando insopportabile. Appena tre settimane dopo i voti europei che hanno fornito una migliore protezione per gli informatori, Londra ha approfittato del cambiamento di atteggiamento dell’Ecuador (che ha revocato lo status di rifugiato politico concesso a Julien Assange nel 2012, data in cui si era rifugiato all’Ambasciata ecuadoriana a Londra) per arrestarlo.

Che orrore! Tutti sanno che gli Stati Uniti aspettano da anni di mettere le mani su colui che ha creato il sito WikiLeaks, un potente strumento che denuncia le azioni criminali di governi, multinazionali e di entrambi. E sembra che le pressioni esercitate dagli Stati Uniti sull’Ecuador abbiano finalmente funzionato. Dopo aver ritirato lo status di rifugiato politico di Julien Assange, il personale dell’ambasciata ha invitato la polizia inglese ad entrare nell’ambasciata per arrestarlo. Ma cosa aspetta l’Unione europea per concedere asilo politico a Julien Assange?

Il pretesto per questo tradimento è ridicolo. Il “mancato rispetto degli impegni di libertà condizionale” perchè Assange è accusato di aver violato la libertà condizionale sette anni fa. Ma poiché il suo caso di stupro in Svezia (che non è mai stato risolto) è stato chiuso, non sarà estradato in Svezia, ma negli Stati Uniti, che vorrebbero, dopo il caso di Chelsea Manning, dare un nuovo esempio per gli informatori: “Ovunque tu sia, ti prenderemo”.

Pertanto, mentre l’Unione europea sta cercando di istituire meccanismi per proteggere chi denuncia gli scandali, la Gran Bretagna sta mostrando come vede il suo ruolo futuro nel mondo – come un piccolo funzionario statunitense. Deplorevole; e l’Europa tace. Non far arrabbiare la povera Theresa May, che ha già abbastanza di cui preoccuparsi.

Violando così ancora una volta “i valori della democrazia”, la Gran Bretagna si mette in fuori gioco. E il silenzio sbalorditivo dell’Unione europea è penoso.

I media sono spesso criticati per non aver fornito una sufficiente copertura a favore del lavoro delle istituzioni europee. Francamente, avremmo voluto riferire oggi che il Consiglio europeo ha deciso di concedere asilo politico a Julien Assange, avremmo voluto scrivere che la proroga del termine Brexit era subordinata alla condizione che Julien Assange arrivasse sano e salvo in uno dei 27 Stati membri dell’Unione, avremmo parlato con piacere di un atto forte e coraggioso a favore del primo grande hacker a cui il mondo deve molto. Ma no, l’Europa tace, l’Europa crede che non dobbiamo reagire per non stressare May e Trump, l’Europa ha deciso di comportarsi come un piccolo funzionario dei grandi interessi politici degli altri. Sì, vorremmo riferire qualcosa di più positivo su questa Europa istituzionale – e lo faremo, lo prometto. Non appena l’Unione europea smette di comportarsi come un’associazione criminale in giacca e cravatta. E gli inglesi? Infine, un paese neo-nazionalista e traditore al punto di consegnare Julien Assange agli Stati Uniti, vogliamo davvero tenerli tra noi?

L’Unione europea potrebbe guadagnare molto credito intervenendo ora in modo deciso a Londra. Vogliono più tempo per le loro sciocchezze su Brexit? Va bene, ne parleremo non appena Julien Assange sarà rilasciato. Ma per questo, ci vorrebbero i Tusk, Juncker, Merkel & Co. “Ad averli!”. Il che non e’ il caso.

Kommentar hinterlassen

E-Mail Adresse wird nicht veröffentlicht.

*



Copyright © Eurojournaliste