Errori giudiziari: “emergono diversi temi”

La “Commissione d’inchiesta Waserman” all'Assemblea Nazionale prosegue i suoi lavori. Vi è ottimismo per le decine di migliaia di vittime di errori giudiziari.

Sylvain Waserman, vicepresidente dell'Assemblea Nazionale francese. Foto: Eurojournalist(e) / CC-BY-SA 4.0int

(Luciano Murgia / KL) – Dall’inizio dell’anno è stato istituito in seno all’Assemblea Nazionale una Commissione d’inchiesta per esaminare i casi di mala-giustizia che ogni anno costano decine di migliaia di posti di lavoro, che causano suicidi tra i “piccoli imprenditori” e i lavoratori autonomi e che generano un costo sociale enorme. Il vicepresidente dell’Assemblea Nazionale Sylvain Waserman e la sua squadra, l’Associazione Aide Entreprise e il Conseil National des Administrateurs Judiciaires et des Mandataires Judiciaires (CNAJMJ) stanno lavorando all’eliminazione delle cause che portano a questi casi spesso grotteschi. Proponiamo di seguito, l’intervista con il vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, Sylvain Waserman.

Sylvain Waserman, l’8 ottobre, c’è stata una riunione della “Commissione Waserman” all’Assemblea Nazionale, con il Consiglio Nazionale degli Amministratori e Agenti Giudiziari (CNAJMJMJ) e l’Associazione Aide Entreprise (AE). Dopo l’ultima riunione, la CNAJMJJ doveva contattare tutti i liquidatori giudiziari interessati dai fascicoli esaminati dal vostro gruppo di lavoro. Quali sono le risultanze?

Sylvain Waserman: Il CNAJMJ ha contattato tutti i rappresentanti interessati, il che ci ha permesso di fare un bilancio di ogni caso. Alcuni di questi casi hanno potuto andare avanti o essere analizzati da una nuova prospettiva grazie all’intervento del mediatore del CNAJMJ che è con noi fin dall’inizio nella persona del signor Marc André.

Devo anche dire che la morte del Signor Follain, l’avvocato dell’Associazione Aide Entreprise che ha partecipato a tutte le riunioni, ci ha rattristato molto. Nel corso del nostro secondo incontro, ho potuto dirgli quanto abbia dato un contributo eccezionale a tutte queste questioni con competenza e umanità. In ciascuno di questi casi egli disponeva di una tale esperienza giuridica che ci vorrà del tempo per ritrovare una tale capacità. L’associazione si sta mobilitando con nuove rappresentanze, ma vorrei rendere questo sentito omaggio al Signor Follain.

Dopo l’ultimo incontro, lei ha menzionato un elenco completo di punti sensibili in questi procedimenti giudiziari riguardanti le liquidazioni giudiziarie di piccoli e micro imprenditori. Siete riusciti a fare progressi su questi punti ?

SW: Sì, e emergono diversi temi. In primo luogo, le leggi Macron hanno ovviamente risolto molti dei problemi che dobbiamo affrontare in tutti i casi che rientrano nella legislazione che precede le leggi Macron, le disposizioni non sono retroattive. Per esempio, sono state prese in considerazione le possibilità di ricorso presso la cancelleria per procedimenti eccessivamente lunghi.

In secondo luogo, l’isolamento dell’imprenditore in fallimento senza i mezzi di assistenza legale, lo pone in una situazione di profonda asimmetria tra la sua competenza e quella del liquidatore giudiziario. Questo porta ad una sensazione – e talvolta una realtà – di “perdita di controllo”, incomprensione e accesso alle tutele del Diritto.

In terzo luogo, vengono sollevate molte questioni strutturali: quelli delle sanzioni e dell’impatto delle condanne dei liquidatori giudiziari che possono continuare ad esercitare le loro funzioni nonostante le condanne per corruzione passiva ad esempio; la strutturazione della professione, la competenza dei giudici e l’organizzazione dei tribunali commerciali, la durata dei procedimenti….. Infine, in molti casi vi sono quasi sistematicamente problemi di dialogo e di monitoraggio e spiegazioni tra liquidatori, giudici e imprenditori. A volte, mancano atti ed il dialogo viene bloccato e si ricorre ad un mediatore col compito di sbloccare le situazioni.

Molti quindi saranno i temi formalizzati alla fine del nostro lavoro.

Ci sono altri risultati di questo incontro?

SW: Il nostro lavoro richiede tempo, lo svolgiamo con l’umiltà e la determinazione che porterà alla costruzione dell’edificio pietra dopo pietra. In questa fase, non posso né essere certo dei risultati né pregiudicare la migliore forma d’azione.

Da quell’ultimo incontro, una donna anziana e disabile il cui fascicolo è uno dei 30 casi in esame, è stata sfrattata dalla sua casa in condizioni grottesche Considerando che tutti e 30 dossier contengono grandi anomalie, non è possibile ottenere una moratoria, mentre questi casi vengono esaminati e chiariti?

SW: Ci sono situazioni drammatiche in tutti i fascicoli che abbiamo visto in questi incontri. Purtroppo, queste situazioni non sono nuove, e per alcuni ci sono vere e proprie ingiunzioni contraddittorie: ad esempio, il desiderio di una moratoria o il desiderio di accelerare procedure che sono durate troppo a lungo. Non conosco le circostanze dello sfratto di cui si parla. Lo scopo della Commissione che si riunisce non è quello di trattare ogni singolo caso, ma di trarne insegnamenti per migliorare i meccanismi esistenti. In nessun caso, in qualità di deputato al Parlamento, intervengo in una decisione giudiziaria o nella sua esecuzione: dobbiamo rispettare pienamente la separazione dei poteri che è alla base della nostra democrazia. D’altro canto, l’intervento del mediatore può, nell’ambito del nostro gruppo di lavoro, sbloccare situazioni a livello di evidenza che porta con sé.

Come vede la continuazione delle attività di questo gruppo di lavoro? Considerando che le disfunzioni di queste procedure non sono più contestate, possiamo aspettarci modifiche o miglioramenti sostanziali?

SW: Si sta lavorando molto per cambiare i punti che vengono identificati come bloccanti o problematici alla luce delle situazioni che abbiamo potuto vedere durante questi diversi incontri. La prossima riunione si terrà il 4 dicembre e stiamo programmando sia una relazione sullo stato di avanzamento dei fascicoli sia una prima tavola rotonda su questioni generali. Vorrei associarmi ad altri deputati che desiderano unirsi a me, sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

Signor Vicepresidente Dell’Assemblea Nazionale, grazie per aver risposto alle nostre domande!

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