Ma mettiamo al bando Mediapart! (… e Le Canard Enchaîné…)

I francesi sono stanchi di scandali, di casi di corruzione e di defezioni a livello di governo. Ma sistematicamente, il problema è chi denuncia: Mediapart e Le Canard Enchaîné.

Media indipendenti? Censura? Foto: Desemarcalvarez / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 3.0

(Luciano Murgia / KL) – Attualmente, l’uomo più odiato in Francia non è Emmanuel Macron e nemmeno François de Rugy – ma Edwy Plénel, il capo di Mediapart. Perché è attraverso Mediapart (e Le Canard Enchaîné) che gli scandali raggiungono l’arena pubblica in Francia. Conseguenza logica: il francese “vox populi” non brontola perché ci sono politici che usano allegramente le casse dello Stato, ma perché ci sono “stronzi” come Edwy Plénel e i suoi colleghi che rendono pubblico tutto questo. E ci sono sempre più voci che chiedono il ripristino della censura in Francia.

“Ambasciator non porta pena”? No, sparare al messaggero. Non è una novità anzi, è una pratica comune fin dall’antichità. Il caso del Ministro François De Rugy ne è un esempio. Nonostante quest’ultimo abbia ammesso pubblicamente che tutto ciò di cui è stato accusato sia vero, il “vox populi” parla di “media condizionati” trasformando De Rugy in vittima di questo giornalismo spietato che non ha niente di meglio da fare che curiosare negli affari privati dei nostri leader politici. In effetti, la censura sarebbe un ottimo modo per evitare che simili scandali vengano alla ribalta dell’opinione pubblica.

Un’altra possibilità sarebbe anche quella semplicemente di vietare Mediapart e Le Canard Enchaîné – così, i francesi sarebbero sicuramente salvi dal pericolo delle odiose notizie tipo quelle sulle politiche corrotte. Potrebbero tranquillamente dirigersi verso “Brave New World” di Aldous Huxley, niente potrebbe disturbare la loro pace e tranquillità e la sera, invece di doversi sorbire discussioni infinite, tutti potremmo guardare Koh-Lanta o la partita di calcio. Sereni.

La differenza tra coloro che fanno la notizia e coloro che la riportano non sembra molto chiara di questi tempi. Ma nella percezione del grande pubblico, François De Rugy ha fatto solo quello che fanno tutti gli altri, mentre Mediapart ha avuto l’indecenza di “curiosare” in questi casi. E per mantenere l’ordine repubblicano, preferiamo avere politiche corrotte (che gestiamo, sappiamo…) piuttosto che giornalisti che non smettono di denunciare pratiche che non sono certo molto eleganti, ma purtroppo, consuete.

Di tanto in tanto, dobbiamo ricordare che la Francia è la “patria dell’Illuminismo”, il paese che ha lanciato la Dichiarazione universale dei diritti umani. Nell’articolo 11 della dichiarazione si afferma quanto segue: “La libera comunicazione di pensieri e opinioni è uno dei diritti umani più preziosi: ogni Cittadino può quindi parlare, scrivere, stampare liberamente, a meno che non sia responsabile dell’abuso di tale libertà nei casi previsti dalla legge.” Il lavoro di Mediapart e Le Canard Enchaîné dovrebbe essere protetta da questo articolo, ma è sorprendente vedere il numero di cittadini francesi che vorrebbero abolire alcuni articoli di questa Dichiarazione dei diritti umani. La Francia sta regredendo e dimenticando le conquiste per le quali si sono battuti gli antenati?

Ma niente è più forte dell’opinione dello “vox populi”; e sarà solo il giorno in cui Mediapart e Le Canard Enchaîné saranno scomparsi che la Francia realizzerà il vero valore dei media indipendenti. Ma quando lo avrà realizzato, sarà troppo tardi…

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