Troppo grande per fallire?

La Deutsche Bank sta registrando perdite faraoniche. Apriamo le scommesse – perché alla fine, sarà il contribuente a pagare il conto, come al solito. Ma questo sistema non può continuare.

Solo uno è "troppo grande per fallire" - la terra! Foto: Tim Aubry, Director of Visual Communication Greenpeace USA / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 3.0

(Luciano Murgia / KL) – “Qual è il crimine più grande: rapinare o fondare una banca?”, chiese lo scrittore tedesco Bertolt Brecht. La Deutsche Bank ha appena annunciato una perdita di 3,1 miliardi di euro – e queste perdite, come sempre, saranno assorbite dal contribuente, perché dai tempi di Bertolt Brecht, nulla è cambiato: privatizzano i profitti e socializzano le perdite. Il sistema bancario è costruito su questo leitmotiv. È giunto il momento di rivedere l’intero sistema bancario e borsistico, che sta causando danni considerevoli.

“I mercati sono nervosi”, si sente spesso al telegiornale. E i “mercati” hanno ragione ad esserlo, perché rappresentano un anacronismo costoso al servizio del Grande Capitale, dissanguando i cittadini. L’intero funzionamento delle banche e dei “mercati” deve essere rivisto, perché queste istituzioni non operano nell’interesse del “bene comune”, ma solo nell’interesse dei loro azionisti. È giunto il momento per lo Stato di assumere il controllo delle banche per garantire che gli istituti bancari comincino a lavorare in modo diverso.

Per esempio, rinunciando a riscuotere commissioni enormi, soprattutto da persone a cui è stato rifiutato anche solo di aprire un conto. Nonostante un obbligo legale (tutti hanno diritto a un conto corrente bancario), le banche tedesche rifiutano di aprire il conto corrente per circa 600.000 persone. Queste persone, tutti beneficiari dell’assistenza sociale (Hartz IV), devono quindi pagare tutte le spese della loro vita con trasferimenti in contanti. L’unico problema è che ognuno di questi trasferimenti costa 15 €! Pertanto, una persona che riceve assistenza sociale deve, all’inizio del mese, pagare già 45 € di spese bancarie per pagare le cose incomprimibili (affitto, elettricità, telefono). Senza un conto corrente, le persone interessate non hanno altra scelta se non quella di pagare queste tasse del tutto sproporzionate. Di male in peggio: uno studio ha dimostrato che queste 600.000 persone più povere pagano più spese bancarie del resto della popolazione. La povertà ha un prezzo.

Sempre più banche chiudono i conti individuali (troppo lavoro, poco profitto) e si concentrano sulla parte “del gioco d’azzardo” del mondo finanziario, “investimenti bancari” che tradotto vuol dire: speculazione. Finché la speculazione borsistica porta profitti, tutti sono contenti e gli azionisti condividono i profitti. In caso di cattivi investimenti (cosa che avviene sempre più spesso), le banche si appellano alle istituzioni pubbliche per essere salvate con miliardi e miliardi. La perdita di 3,1 miliardi di euro della Deutsche Bank nel solo secondo trimestre del 2019 sarebbe dovuta alla “ristrutturazione” della banca et voilà: 18.000 licenziamenti e una riorganizzazione del settore bancario degli investimenti. Uomini e donne vengono sostituiti da nuovi computer capaci di generare algoritmi per alimentare la ludopatia.

Il mercato azionario opera al 99% in modalità “transaction”, cioè in modo automatico. Potenti computer scansionano i prezzi delle azioni su tutte le borse di tutto il mondo ed effettuano compravendite rapide ogni volta che se ne presenti l’opportunità. L’intervento umano è ridotto al minimo indispensabile e abbiamo già visto in diverse occasioni ciò che accade durante un guasto tecnico – i “mercati” deragliano con la stessa velocità con cui scansionano la rete.

Il fatto è che le banche dovrebbero essere trattate come qualsiasi altra attività commerciale. Una società che subisce perdite di 3,1 miliardi di euro in un solo trimestre non dovrebbe essere salvata con denaro pubblico. Nessun “paracadute d’oro” per i responsabili di questo disastro economico: stesse regole di qualsiasi azienda in difficoltà.

L’Unione europea dovrà intervenire e avviare una completa revisione del sistema finanziario in Europa. Ma considerando che nelle istituzioni europee ci sono soprattutto fiduciari leali di questi “mercati”, è difficile immaginare che i leader europei abbiano il coraggio di affrontare la questione. Tuttavia, il sistema bancario grava pesantemente sull’economia europea, costa molto denaro e si comporta in modo antisociale. Ma finche “rimarranno i padroni della moneta” c’è una buona possibilità che tutto rimanga così com’è. Fino al “Big Bang”…

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