Vladimir Putin è stato insultato di nuovo

Che pasticcio diplomatico - il Presidente russo non è stato invitato alle cerimonie per la commemorazione del 75° anniversario dello sbarco degli Alleati in Normandia. Gli Stati Uniti hanno già preso il controllo dell’Europa?

Vladimir Putin e Xi Jinping. Foto: Roberto Stuckert/Filho / Agencia Brasil / Wikimedia Commons / CC-BY-SA 3.0br

(Luciano Murgia / KL) – Che imbarazzo! Commemorare il 75° anniversario dello sbarco degli Alleati sulle spiagge della Normandia senza la presenza del Presidente russo, ma alla presenza del Cancelliere tedesco, non è una goffaggine diplomatica, ma una negazione che svaluta l’identità di queste commemorazioni.

I due governi francese e britannico non volevano invitare Vladimir Putin motivando con un’argomentazione francamente deplorevole: “Invitiamo il presidente russo per le commemorazioni sulle “decine” (al 50°, 60°, 70° ecc.). Se non c’è una giustificazione ragionevole per questa azione maldestra, possiamo leggervi la firma di Donald Trump, che da parte sua, sta dettando sempre più spesso la procedura che gli europei devono seguire.

In un momento in cui il mondo intero si inchina al coraggio e al sacrificio di centinaia di giovani volontari provenienti da tutto il mondo che si sono sacrificati per salvare il mondo dal nazismo, è semplicemente inconcepibile negare il contributo di milioni di soldati russi senza i quali né lo sbarco né la vittoria sui nazisti sarebbero stati possibili. Senza il fronte orientale, dove i russi hanno inflitto una sconfitta dopo l’altra alle truppe naziste, lo sbarco e, soprattutto, la riconquista del continente dalla costa atlantica non sarebbe stato possibile. Il disconoscimento di Vladimir Putin è un insulto ai milioni di vittime russe e, in un certo senso, un gesto da Guerra Fredda.

Come possono i potenti del mondo occidentale escludere la Russia dalle commemorazioni degli eventi della Seconda Guerra Mondiale?! Donald Trump non voleva vedere Putin in una simile cornice? Non sono stati i potenti occidentali stessi imbarazzati dall’ipocrisia di “mai più!” detto da persone che stanno attualmente conducendo guerre militari ed economiche?

È stupefacente notare che l’Europa non è più nemmeno in grado di organizzare una degna commemorazione senza brutte figure diplomatiche. Il disconoscimento di Putin svaluta purtroppo l’aspetto storico di questa commemorazione, perché il formato si basa su una menzogna – quella dell’assenza di un contributo cruciale della Russia nella lotta contro il nazismo.

Di altra portata è stata invece la risposta di Vladimir Putin. Invece di lamentarsi del modo in cui gli europei e gli americani lo trattano, nello stesso periodo ha trascorso il suo tempo con il presidente cinese Xi Jinping, rafforzando ulteriormente i legami all’interno delle strutture dei paesi BRICS, che rappresentano una potenza politica ed economica cinque volte superiore a quella dell’Unione europea.

L’Unione europea deve emancipare se stessa quanto più rapidamente possibile dall’influenza negativa del presidente americano sulla politica europea se non vuole avviarsi verso un nuovo conflitto globale.

Ed a questo punto, l’Unione europea deve avviare una profonda riflessione se vuole continuare a seguire ciecamente Donald Trump che, sempre più presente in Europa anche grazie alla testa di ponte in Gran Bretagna, ora sta dettando la politica economica e perfino estera dell’Unione Europea.

E così, questa commemorazione del 75° anniversario dello sbarco, il D-Day, si è trasformata in una manifestazione politica che ha cercato di disconoscere Vladimir Putin. Invece di rimanere uniti nella lotta per la pace, i potenti occidentali hanno dato uno spettacolo ipocrita che, in questo formato, è stato un disconoscimento non solo per il Presidente russo, ma soprattutto per tutti i milioni di vittime del nazismo. Che spettacolo triste.

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