I Rosario Leo-Files (Stagione 2) – Numero 1
Due anni fa, Eurojournalist(e) aveva portato alla luce uno scandalo in cui milioni di fondi europei erano finiti nel corrotto «Il Sistema» italiano. Ma la vicenda non è ancora conclusa.
Rosario Leo dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo. Foto: Eurojournalist(e) / CC-BY 2.0
(KL) – Rosario Leo è un capogruppo di 8 imprese di construzione metanodotti edile del Sud Italia che ha avuto un ruolo determinante nella costruzione di grandi infrastrutture di condutture in tutta Italia. Queste sono state finanziate in gran parte con fondi europei, ma purtroppo il denaro è finito nel “Sistema”, quel sistema ampiamente documentato in cui politici, giudici e pubblici ministeri, capitani d’industria e criminalità organizzata si riempiono le tasche. Due anni fa avevamo pubblicato una serie di articoli, che potete trovare integralmente a questo link.
All’epoca avevamo contattato tutte le autorità europee competenti, ma nessuna ha ritenuto opportuno reagire a questo scandalo e adottare le misure necessarie per impedire in futuro tali atti di corruzione. Sono stati contattati: la Procura europea a Lussemburgo (EPPO), che ha accettato la nostra denuncia e le ha assegnato un numero di fascicolo, ma da allora non si è mosso nulla in questo caso. L’OLAF, l’agenzia europea che combatte la corruzione e il riciclaggio di denaro, si è dichiarata non competente già al primo contatto. Eurojust all’Aia, l’organismo incaricato di coordinare la cooperazione tra i sistemi giudiziari, si è ritenuta altrettanto non competente quanto l’allora Commissario all’Giustizia dell’Unione che ha consigliato di inviare i dossier alla EPPO o la Procura di Bruxelles – tutti hanno preso atto della nostra serie completamente documentata e – hanno alzato le spalle senza curarsene.
Ora, due anni dopo, riprendiamo i “Rosario Leo-Files”. Nei prossimi giorni contatteremo nuovamente tutti questi organismi, metteremo nuovamente a loro disposizione la serie completa del 2024 e chiederemo cosa intendono fare contro “Il Sistema”. Trattandosi di fondi europei che scompaiono qui e altrove, non si tratta di una questione italiana, ma europea. Per questo motivo, questa volta cercheremo di ottenere dichiarazioni più concrete rispetto al 2024.
A tal fine, sottoporremo questo scandalo all’attenzione di tutti i 720 eurodeputati a cui chiediamo di produrre interrogazione parlamentare, nella speranza che qualcuno di loro sia disposto a prosciugare questa palude altamente corrotta.
Rosario Leo, l’imprenditore originario della splendida regione della Puglia, vuole innanzitutto che questo tipo di sistema venga smascherato pubblicamente e impedito in futuro. L’Italia viene dissanguata da “Il Sistema” e il Paese merita di più di una “associazione a delinquere” composta da politica, giustizia, economia e criminalità organizzata.
Vi terremo informati, nell’ambito di questa nuova serie “I Rosario Leo-Files, Stagione 2”, su tutti i passi compiuti con deposito di querele che sono state occultate e insabbiate evitando il processo penale con grave violazione dei diritti e, soprattutto, sulle reazioni delle autorità competenti. Perché non serve a nulla costruire, a caro prezzo, strutture che dovrebbero presumibilmente combattere la corruzione, ma che poi distolgono lo sguardo proprio quando si trovano di fronte a un caso concreto di corruzione con prove i reato. Non possiamo ancora dire quanto durerà questa serie, che sarà pubblicata in italiano e in inglese, perché ciò dipende dalla reazione o dalla mancata reazione delle agenzie anticorruzione europee. Forse questa volta faranno davvero il loro dovere…
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