Italia – lotta per proteggere i criminali gravi

Il Ministro della Giustizia italiano Carlo Nordio sta facendo del suo meglio per far passare una riforma della giustizia che ha come unico obiettivo l'impunità dei criminali dei colletti bianchi.

Rosario Leo davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo. Foto: Eurojournalist(e) / CC-BY 2.0

(KL) – La situazione attuale in Italia sta diventando sempre più caotica. Gli ingredienti per un film hollywoodiano ci sono tutti: politici, magistrati, grandi imprenditori, criminalità organizzata, massoneria, e il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha il difficile compito di attuare una riforma volta a proteggere tutti questi personaggi dal rischio di essere perseguiti. L’unico problema è che l’opinione pubblica italiana e i magistrati si è svegliata ed è in rivolta contro questa “riforma” scandalosa e incostituzionale. La Costituzione italiana, come tutte le costituzioni democratiche, stabilisce che tutti sono uguali davanti alla legge. Ma di fronte al numero di scandali che in Italia coinvolgono questi illustri membri del “sistema”, Nordio deve accelerare la sua azione.

Da un anno Eurojournalist(e) segue il caso di Rosario Leo e altri imprenditori, un imprenditore di Ginosa, nella provincia meridionale della Puglia, che ha subito un torto nella costruzione di gasdotti in tutta Italia. Nell’ambito della sua vicenda, Rosario Leo ha presentato numerose denunce contro i grandi general contractor coinvolti in questi progetti, contro magistrati che non hanno dato seguito alle sue denunce ma le hanno trascinate, ed è entrato in contatto con politici e magistrati corrotti che organizzavano i loro affari attraverso una loggia massonica, la “P5″, nota anche come “Loggia Ungheria”.

La Procura di Milano sta cercando di stabilire se questa “Loggia Ungheria” esista davvero e se rappresenti un “potere occulto”. Il procedimento in corso a Milano ruota attorno allo scandalo dell’avvocato Piero Amara e Rosario Leo chiede di essere ascoltato come testimone in questo procedimento, perché in 29 anni di processi sul suo caso, ha informazioni che provano non solo l’esistenza di questa loggia massonica, ma anche l’influenza che esercita nel mondo giudiziario e politico. E poiché i fatti saranno relativamente facili da dimostrare, il Ministro della Giustizia deve affrettarsi a cambiare la legge, in modo che questo “traffico di influenze” (e quindi la corruzione ai più alti livelli dello Stato) possa rimanere impunito. La testimonianza di Rosario Leo in questo procedimento potrebbe rivelarsi molto importante, in quanto egli è sia testimone che vittima delle azioni di coloro che sono coinvolti in questa loggia.

Ovviamente, non stiamo mettendo sotto processo la Massoneria. Ci sono molte logge che svolgono un lavoro onesto e disinteressato. Ma la “Loggia Ungheria” (i cui membri negano persino la sua esistenza) ricorda un’altra loggia massonica in Italia, la “P2″, che ha gestito clandestinamente gli affari italiani fino al 1982. All’epoca, erano membri della “P2″ non solo rappresentanti dello Stato, ma anche alti dignitari del Vaticano, magistrati e personalità di alto livello. Oggi, la “Loggia Ungheria” opera secondo gli stessi principi ed è più simile a una “associazione a delinquere” che a una loggia dove si svolge un lavoro spirituale.

I poteri paralleli italiani stanno corrompendo il Paese e l’amalgama tra politici, magistrati e capitani dell’economia sta creando le basi per un sistema di corruzione che sta privando l’Italia e gli italiani dei frutti del loro lavoro. Ma dato il potere che queste strutture rappresentano, gli italiani non hanno modo di fermare questo sistema che sta pervertendo la democrazia italiana.

Ma nemmeno questo procedimento a Milano ferma Carlo Nordio, anzi. La sua missione è chiaramente quella di far sì che tutti questi corrotti se la cavino senza problemi, senza procedimenti, nella più completa “legalità”. E poiché le loro azioni sono al di fuori della legge e della Costituzione, Nordio vuole cambiare la legge in modo che la corruzione e il traffico di influenze diventino legali.

Molti giudici, esperti di diritto costituzionale e associazioni stanno protestando contro questa “riforma”, ma è comunque probabile che passi in entrambe le camere legislative italiane, per il semplice motivo che i rappresentanti dell’opposizione sono preoccupati dagli innumerevoli scandali in Italia tanto quanto quelli della maggioranza di governo.

La questione se questa “riforma” non sia contraria al diritto europeo sarà discussa in seguito, ma per ora si tratta di stabilire e dimostrare l’esistenza di questa “Loggia Ungheria” o “P5″ e quindi di un potere parallelo alle autorità statali.

Ma poiché c’è da temere che anche questi procedimenti siano “truccati”, non possiamo che sostenere la richiesta di Rosario Leo di essere ascoltato come testimone. È ora che l’Italia faccia pulizia e metta fine alle attività criminali dei suoi colletti bianchi. La richiesta di Rosario Leo sarà inoltrata anche agli europarlamentari italiani, oltre che alle varie istituzioni europee, che per il momento continuano a chiudere un occhio sulla corruzione ai piani alti del Paese. Restate sintonizzati.

Kommentar hinterlassen

E-Mail Adresse wird nicht veröffentlicht.

*



Copyright © Eurojournaliste